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Conte e il presunto parrucchino: "Tutta roba mia!"

Parrucchino o trapianto? La folta chioma che vanta il tecnico della Juventus - nonché ex capitano - Antonio Conte ha destato l'attenzione di non pochi tifosi e appassionati. Le Iene, irriverenti ma non troppo, lo hanno stuzzicato sull'argomento in un'intervista cattivella al punto giusto anche su Del Piero, addio, panchina e dintorni.

Con una certa autoironia, il tecnico bianconero replica alla domanda impertinente. Conte dimostra che non manca di autoironia quando gli si fa notare lo show in panchina che recita a ogni gara. "C'è gente che viene allo stadio solo per vedere quello che faccio in panchina? Questa è una brutta cosa", se la ride il tecnico bianconero, che commentando alcune immagini che lo ritraggono ammette: "questo è Lino Banfi che mi ispira.... "porca puttena", aggiunge riferendosi alla celebre espressione dell'attore ne "L'Allenatore nel pallone e in molti suoi film". E la freddezza con Krasic sarebbe da attribuire a problemi di lingua. "Gli ho parlato in dialetto stretto e non mi ha capito - ha risposto Conte- gli ho detto 'entra e per venti minuti brucia la fascia, vai avanti e indietro', però non so se aveva capito.

Ecco la replica sui suoi (discussi) capelli : "Porto il parrucchino? No, è tutta roba mia. E' tutta invidia no? 10.000 dollari e ti passa la paura. C'è chi si rifà i seni...".

"Del Piero? Alessandro è un campione, anche quando respira si sente un'aria di juventinità ed è sempre d'esempio per tutto lo spogliatoio". Le voci di mercato (Sion, Stati Uniti, etc.) non lo turbano: "Dove va Del Piero? Rimane qua. Per me è un ragazzo fondamentale", aggiunge il tecnico bianconero. "Chi vince è antipatico. Ultimamente la Juve è diventata un po' più simpatica a tutti - spiega - e la speranza è quella che ritorniamo antipatici. È obbligatorio in Italia!". Allenatore ancora giovane, Conte ha smesso di giocare al calcio nel 2004. Ma su cosa sia meglio tra allenare e giocare, il tecnico pugliese ha le idee chiare: "Per me è meglio il calciatore 100.000 volte. Il calciatore va a casa e pensa a sé. L'allenatore torna a casa e pensa a tutti". In chiusura un siparietto su chi vince lo scudetto: con tanto di annessi scongiuri.

Conte preferirebbe fare ancora "il calciatore 100.000 volte. Il calciatore va a casa e pensa a sé. L'allenatore torna a casa e pensa a tutti". Un po' di scaramanzia: lo scudetto non è già della Juve, anzi "Il campionato? Lo vince il Napoli, lo vince il Napoli!". Guarda un po', proprio il prossimo avversario...
[Fonte: Virgilio Sport, 03-11-2011]
 

NOVITA' DAL BRASILE

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Recentemente un ulteriore progresso nella tecnica dell'autotrapianto.

Come noto, dopo l'intervento, si formano sugli innesti collocati nella zona ricevente delle piccole croste molto visibili.

Queste durano due settimane soltanto e poi cadono insieme con i capelli trapiantati (della lunghezza di 2-3 mm).

Durante queste due settimane le crosticine sono molto visibili nei pazienti trattati nella zona frontale e occipitale, specialmente nei casi dove la calvizie è totale e non vi sono capelli per poter coprire l'area sottoposta ad autotrapianto.

I chirurghi estetici brasiliani hanno messo a punto una modifica della tecnica usuale: vengono trapiantati capelli della lunghezza di 2-3 cm invece che 2-3 mm.

Questi capelli "lunghi" coprono molto meglio le crosticine e rendono molto poco visibile l'intervento anche nelle due settimane seguenti.

E' più agevole, quindi, riprendere subito la propria attività anche se richiede una vita sociale intensa che non consenta un camuffamento (ad esempio un cappellino).

 

La rivincita dei calvi capelloni con il bisturi

La rivincita dei calvi capelloni con il bisturi

Il commissario Montalbano non ci fa caso. Lui ha altri pensieri per la testa. Non così le migliaia di italiani che invece pensano solo alla testa, o meglio alle zone (più o meno ampie) del cuoio capelluto rimaste scoperte e si tormentano allo specchio finché prendono la decisione di andare da un chirurgo del capello. In Italia è boom degli autotrapianti delle chiome. La chirurgia della calvizie è diventata l' intervento estetico più richiesto dagli uomini. Rapidamente si è passati dai circa 4 mila impianti del 1995, a quota 12 mila nel 2001. La più alta d' Europa. Italiani primi, seguiti dai francesi e dagli spagnoli. Capelli nuovi grazie al chirurgo è la scelta anticalvizie, ma rigorosamente con impianti non acrilici.

L' imperativo è stato ribadito al congresso nazionale della Società italiana per la cura e la chirurgia della calvizie (Ishr). Gli specialisti del capello infatti insorgono sempre più decisamente contro le chiome artificiali. Messe al bando negli Stati Uniti, si rivelano spesso rischiose. «In tutto il mondo è condannato l' uso del sintetico - ribadisce il chirurgo plastico Michele Roberto, docente dell' Università di Bari, membro del direttivo dell' Ishr - per il semplice fatto che a distanza di qualche anno dall' impianto, da due a cinque anni al massimo, le protesi vengono rigettate. Ma questo è il meno. A noi preoccupa innanzitutto il fatto che gli impianti sintetici danno origine a infezioni, granulomi, perfino ulcere del cuoio capelluto, impedendo poi l' eventuale autotrapianto». Il trapianto dei propri capelli naturali è scevro da queste complicanze? «Sì, il trapianto naturale è un atto di chirurgia che segue delle regole precise, privo di rischi ed elegante. Noi preleviamo dalla nuca dello stesso paziente capelli che poi impiantiamo nelle zone colpite da calvizie. I capelli quando ricrescono sono del tutto simili agli altri». Il risultato che si ottiene è veramente naturale? «è proprio così. Naturalmente qui entra in gioco anche l' abilità del chirurgo e l' impatto estetico che riesce a dare. Bisogna riuscire a impiantare un capello o massimo due per volta per ottenere un risultato naturale». Il capello prelevato dalla nuca e impiantato nella regione da rinfoltire inizia a crescere esattamente come tutti gli altri? «Nemmeno il barbiere dopo un po' di tempo può distinguere i capelli impiantati da quelli primitivi». Il segreto è un trapianto monobulbare: come si procede durante l' intervento? «L' intervento inizia con il prelievo di una striscia di cuoio capelluto dalla nuca, cioè dalla zona i cui capelli non cadono mai, perché privi di recettori sensibili agli ormoni maschili». è da questa striscia che si ricavano i singoli bulbi? «Più che di bulbi parlerei di "unità follicolari". L' unità vitale del capello infatti è costituita da un sottile strato cutaneo, da una ghiandola sebacea e dalla radice di uno o due capelli. Questa unità è quella che garantisce la sopravvivenza del bulbo, la sua crescita e la sua riproduzione per tutta la vita. Impiantando l' intera unità follicolare si è sicuri che i capelli non cadranno mai per il resto della vita». Che percentuale attecchisce? «La percentuale è molto alta. Va dal 90 al 95 per cento». Attecchimento assicurato, durata illimitata e risultato perfettamente naturale. La sfida è riconoscere un ciuffo trapiantato, da una chioma folta per dono di natura. La soluzione del caso, al commissario Montalbano.

(Fonte Repubblica - 05 novembre 2002)

 

Sono 30 milioni i calvi in Europa

Sono 30 milioni i calvi in Europa

Da un’analisi effettuata nel 2004 dall' Unione Europea, emerge che in Europa vivono trenta milioni di calvi, sessantamila dei quali si sottopongono ogni anno al trapianto di capelli.
La calvizie colpisce anche le donne, ma per loro il problema ha sicuramente un' incidenza minore (circa il 25% dei casi).

Su queste ed altre cifre è stato fatto il punto della situazione al congresso internazionale di tre giorni a Torino dalla società italiana per la cura e la chirurgia della calvizie.
Il grande salto di qualità arriverà dal mondo della ricerca sulle cellule staminali entro i prossimi dieci anni, ma la strada è ancora molto lunga, anche perché, come noto, dalla scoperta di nuove “cure” alla loro applicazione, i tempi spesso tendono a dilatarsi in modo esponenziale.
 
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