• 22 AGO 17

    La valutazione sul trapianto dei capelli

    Per affrontare al meglio il trapianto dei capelli, ti consigliamo di leggere quanto segue: grazie a queste linee guida, potrai valutare se sei un candidato ideale per l’intervento e avere un’idea sul tipo di esito che otterrai.

    A che età fare l’autotrapianto?

    Non esiste la “giusta età” (anche se nei giovanissimi l’intervento è sconsigliato) poichè il fattore predominante è sicuramente il “quanto sono a disagio”, indipendentemente da quanti anni si hanno. Ci sono però fattori oggettivi da considerare: con un trapianto di capelli, purtroppo la calvizie non si arresta. Bisogna perciò valutare che, anche se le unità follicolari innestate non saranno soggetti caduta perché provengono da un’altra zona, non è così per gli altri capelli che si trovano naturalmente in zone a rischio di diradamento. Perciò, onde evitare che in pochi anni l’esito estetico sia peggiore della calvizie stessa, chi si rivolge al trapianto da giovane, dovrà valutare un intervento il più possibile di stampo conservativo ed entrare nell’ordine d’idee di dover ripetere l’intervento nel corso della vita (per ritoccare e ottimizzare i risultati peggiorati da un’ulteriore perdita dei capelli). Differente è il discorso per chi ha più di 45 anni: in un viso di mezza età non stona una linea d’attaccatura dei capelli leggermente arretrata e probabilmente, se la calvizie non è insorta in età giovanile, gli esiti del rinfoltimento saranno visibili per molti anni.

    Capello grosso o sottile?

    Dal punto di vista chirurgico i capelli grossi sono la migliore “materia prima” per l’intervento di autotrapianto, anche se c’è da sottolineare che normalmente i capelli della zona posteriore (zona donatrice) sono più grossi di quelli nella zona anteriore.

    Densità media dei capelli?

    E’ indubbio che se la zona donatrice ha una folta presenza di follicoli attivi, ci sono maggiori probabilità del successo dell’intervento. In caso contrario, è bene avere aspettative realistiche. Se infatti la zona donatrice si rivela povera di bulbi piliferi, il rinfoltimento sarà moderato e potranno al massimo essere corrette alcune dismorfie come la linea di demarcazione (attaccatura dei capelli) e il rinfoltimento modesto delle aree glabre.

    Come è la linea dell’attaccatura dei capelli?

    Dobbiamo considerare il fatto che il trapianto di capelli non crea nuovi follicoli, ma “sposta” chirurgicamente quelli già esistenti in modo da coprire zone eccessivamente diradate. Per fare ciò, si studia il disegno d’intervento più adatto da dare anche un effetto ottico di capelli folti e perciò viene ridisegnata la linea di attaccatura (o demarcazione) che sarà di densità leggermente maggiore di follicoli rispetto alla sommità del capo.