• 19 OTT 17

    Calvizie: interessa 11 milioni di italiani

    Il problema è aumentato soprattutto fra le donne.
    Sempre più ci si affida all’autotrapianto, specie tra gli uomini.

    Circa 11 milioni di italiani sono colpiti in diverso modo da calvizie. «Un problema che, dal diradamento sulle tempie alla “chierica” vera e propria, colpisce alcuni giovani già a 20 anni, ma soprattutto il 40% dei 40enni, la metà dei 50enni, il 60% dei 60enni e così via». Lo afferma Michele Roberto, chirurgo plastico e docente di tecnologie biomediche all’Università di Bari, presidente della Società italiana per la cura e chirurgia della calvizie, in vista dell’11° Congresso internazionale dedicato al tema e in programma a Bari (27-29 maggio). «Molti giovani, ai primi segni di caduta dei capelli, si radono a zero, con il risultato che sembra di assistere a un’epidemia di calvizie».

    AUMENTO TRA LE DONNE – Il problema è aumentato soprattutto fra le donne, aggiunge Roberto, anche per colpa di una serie di fattori come forte stress, lutti, eventi traumatici, malattie. «Ma la base, per uomini e donne, è genetica e ormonale», precisa Alessandro Littara, andrologo del Centro di medicina sessuale di Milano. «In alcuni casi – sottolinea l’andrologo – la perdita di capelli porta a un vero e proprio “complesso di Sansone”, una forma di dismorfofobia che porta il paziente a non riuscire proprio ad accettarsi senza chioma».

    AUTOTRAPIANTO – Sempre più italiani si affidano all’autotrapianto, soprattutto uomini. «Dopo l’esempio fornito da Silvio Berlusconi tre anni fa, da allora si registra una crescita del 15-20% all’anno», aggiunge Roberto. Si è scoperto che i capelli mantengono una memoria della zona di provenienza, per cui una volta impiantati dove scarseggiano, continuano a crescere senza essere influenzati dall’azione ormonale. L’intervento dura circa sei ore in anestesia locale: si possono impiantare circa 5 mila capelli. L’operazione consiste nel prelievo dei bulbi dalla zona della nuca, ricca di capelli, e nel loro trapianto in parti che ne sono prive (fronte o vertice della testa). Così si assicura una ricrescita di almeno il 90% dei capelli impiantati, che «durano» tutta la vita. «Tutti i periodi dell’anno sono buoni per l’intervento – conclude Roberto – ma bisogna tener presente che occorrono tre mesi per vedere i risultati».

    BULBI IN LABORATORIO – Roberto dà notizia di una nuova tecnologia: cellule del bulbo capillifero coltivate in laboratorio per evitare o limitare il ricorso al prelievo nell’autotrapianto. «Si tratta di una sperimentazione preliminare, i cui risultati saranno descritti al congresso di Bari e che vedono l’Italia ai primi posti nella ricerca del settore», spiega Roberto. »In futuro questo approccio potrebbe consentire di avere a disposizione numerosi bulbi per facilitare l’autotrapianto in casi di calvizie importante».

    (Fonte: Corriere della Sera – 22 maggio 2006)